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Titoli di preferenza nei concorsi pubblici: l'elenco aggiornato e come dichiararli

Le 14 preferenze a parità di merito dell'art. 5 del DPR 487/1994 dopo la riforma del 2023, le riserve di posti, come dichiararle e cosa succede se non lo fai.

A cura della Redazione Concorso Vinto Aggiornato il 4 ottobre 2026

I titoli di preferenza contano solo a parità di punteggio finale: quando due candidati hanno lo stesso voto, decidono chi viene prima in graduatoria. Sono elencati nell’articolo 5, comma 4, del DPR 487/1994, riscritto dal DPR 82/2023: sono 14 voci, dalla lettera a) alla p), da applicare in quest’ordine, e l’ultima è la minore età. Per farli valere devi possederli alla scadenza del bando e dichiararli nella domanda.

Preferenza e riserva: la differenza

Riserva di posti Titolo di preferenza
Cosa fa Mette da parte una quota dei posti per una categoria Scioglie le parità di punteggio
Quando conta Quando si assegnano i posti Quando si ordina la graduatoria
Esempio 30% dei posti ai militari volontari congedati Più figli a carico, a parità di voto
Limite Di regola le riserve insieme non superano la metà dei posti (leggi speciali a parte) Nessuno: si applicano in ordine

In entrambi i casi devi prima superare le prove. Né la riserva né la preferenza ti fanno vincere un concorso che non hai superato.

L’elenco delle preferenze, in ordine

L’elenco attuale, lo stesso riportato nell’allegato pubblicato dal Ministero degli Affari esteri nel marzo 2026, è questo:

  1. a) insigniti di medaglia al valor militare e al valor civile, se cessati dal servizio;
  2. b) mutilati e invalidi per servizio, nel settore pubblico e privato;
  3. c) orfani dei caduti e figli di mutilati, invalidi e inabili permanenti al lavoro per ragioni di servizio, compresi i figli di professionisti sanitari, assistenti sociali e operatori socio-sanitari morti per il Covid-19 contratto sul lavoro;
  4. d) chi ha prestato lodevole servizio, a qualunque titolo, per almeno un anno nell’amministrazione che bandisce il concorso, se non ha già un’altra preferenza legata a quel servizio;
  5. e) maggior numero di figli a carico;
  6. f) invalidi e mutilati civili che non rientrano nella lettera b);
  7. g) militari volontari delle Forze armate congedati senza demerito al termine della ferma o rafferma;
  8. h) atleti che hanno avuto rapporti di lavoro sportivo con i gruppi sportivi militari e dei corpi civili dello Stato;
  9. i) chi ha completato con esito positivo il periodo di perfezionamento presso l’ufficio per il processo;
  10. l) chi ha completato con esito positivo il tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari;
  11. m) chi ha svolto con esito positivo lo stage presso gli uffici giudiziari;
  12. n) chi è o è stato titolare di incarichi di collaborazione conferiti da ANPAL Servizi;
  13. o) appartenenza al genere meno rappresentato nell’amministrazione che bandisce;
  14. p) minore età anagrafica.

Come funziona la lettera o)

La preferenza di genere non vale sempre. Il bando deve indicare, per ogni qualifica, la percentuale di donne e uomini nell’amministrazione al 31 dicembre dell’anno prima. La preferenza scatta solo se la differenza tra i generi supera il 30%, e solo nei concorsi banditi per una singola amministrazione, non in quelli unici per più enti.

L’ordine conta

Le lettere non si sommano. Se tu hai due figli a carico (lettera e) e l’altro candidato ha un anno di lodevole servizio nell’ente (lettera d), passa avanti lui, perché la d) viene prima della e). Se nessuno dei due ha preferenze, o se le hanno uguali, decide l’età: passa il più giovane.

Le riserve di posti

Le riserve sono quote di posti, indicate nel bando, che vanno ai candidati idonei di una certa categoria. Le regole principali:

  • limite: di regola tutte le riserve insieme non possono superare la metà dei posti messi a concorso e, se servisse, si riducono in proporzione. Alcune leggi speciali prevedono quote diverse (nei Vigili del fuoco, per esempio, le riserve coprono quasi tutti i posti): controlla sempre il bando;
  • ordine: se un candidato rientra in più categorie, vengono prima le riserve per le persone con disabilità della legge 68/1999, poi quelle per i militari (articoli 1014 e 678 del Codice dell’ordinamento militare);
  • militari volontari: secondo il Ministero della Difesa la riserva è del 30% dei posti nella generalità delle amministrazioni, del 50% nell’amministrazione della Difesa e del 20% nella polizia municipale e provinciale; le frazioni di posto si sommano nei concorsi successivi dello stesso ente;
  • personale interno: il bando può riservare una percentuale di posti a chi lavora già nell’ente.

Un esempio di bando con molte riserve: nel concorso 2026 a 400 vigili del fuoco il 45% dei posti andava ai volontari delle Forze armate, il 35% al personale volontario del Corpo e il 15% a chi aveva svolto il servizio civile universale. Le assunzioni riservate alle persone con disabilità sono raccolte nella pagina dei concorsi per categorie protette.

Come dichiararle nella domanda

  1. Controlla di averle alla scadenza. Il bando dei vigili del fuoco del 2026, per esempio, chiede che i titoli preferenziali sussistano alla data di scadenza per la domanda. Un figlio nato dopo, o un servizio che compie l’anno dopo, non conta.
  2. Dichiarale nel punto giusto. Compila la parte della domanda dedicata a riserve e preferenze, o il punto che il bando indica. Indica la lettera e i dati che permettono il controllo: ente, date, numero e data del provvedimento, numero di figli.
  3. Tieni pronti i documenti. Spesso l’ente li chiede dopo. Nel concorso dei vigili del fuoco i candidati con riserve o preferenze dovevano inviare via PEC le dichiarazioni sostitutive entro quindici giorni dalle prove motorio-attitudinali.
  4. Rileggi il PDF della domanda prima di chiudere. I passaggi pratici sono nella guida su come fare domanda su inPA.

Cosa succede se non le dichiari

Di regola le perdi. Il bando dei vigili del fuoco del 2026 lo scrive in modo esplicito: “Non sono valutati i titoli non dichiarati nella domanda di partecipazione al concorso; non sono, altresì, valutati i titoli di preferenza la cui documentazione non sia conforme”. Molti altri bandi hanno una clausola simile. Se ti accorgi di averne dimenticato uno prima della scadenza, annulla l’invio, correggi e invia di nuovo.

Attenzione anche all’errore opposto: dichiarare un titolo che non hai. Le dichiarazioni nella domanda sono dichiarazioni sostitutive ai sensi del DPR 445/2000: se l’ente scopre che una dichiarazione è falsa perdi i benefici ottenuti e rischi conseguenze penali.

Le preferenze contano soprattutto nelle graduatorie lunghe, dove molti hanno lo stesso punteggio: lì possono cambiare la tua posizione e quindi il momento in cui vieni chiamato. Per capire come si usano le graduatorie dopo il concorso, leggi la guida su idonei e scorrimento.

Domande frequenti

Avere figli dà punti nei concorsi pubblici?
Non dà punti. Il maggior numero di figli a carico è un titolo di preferenza (lettera e dell'articolo 5, comma 4, del DPR 487/1994): conta solo quando due candidati hanno lo stesso punteggio finale e viene dopo le preferenze delle lettere da a) a d).
La minore età è ancora un criterio di preferenza?
Sì, ma è l'ultimo. Dopo la riforma del 2023 la minore età anagrafica è la lettera p), da usare solo quando la parità resta anche dopo aver applicato tutte le altre preferenze.
Il servizio prestato nello stesso ente è una preferenza?
Sì, se hai prestato lodevole servizio, a qualunque titolo, per almeno un anno nell'amministrazione che ha bandito il concorso, e non hai già un'altra preferenza legata a quel servizio. Il bando può prevedere anche punti per il servizio come titolo valutabile, ma è una cosa diversa.
Posso aggiungere un titolo di preferenza dopo aver inviato la domanda?
Prima della scadenza sì: su inPA annulli l'invio, aggiungi il titolo e invii di nuovo, perché vale l'ultima domanda. Dopo la scadenza di regola no: molti bandi stabiliscono che i titoli non dichiarati nella domanda non vengono valutati.

Fonti

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