Gli idonei sono i candidati che hanno superato tutte le prove ma si sono classificati dopo l’ultimo vincitore. Possono essere assunti con lo scorrimento della graduatoria, che però non è un diritto: avviene solo se l’ente ha posti autorizzati e la graduatoria è ancora valida. Di regola gli idonei sono al massimo il 20% dei posti messi a concorso, salvo la deroga temporanea spiegata più sotto.
Vincitori e idonei: la differenza
| Vincitore | Idoneo | |
|---|---|---|
| Posizione | Entro il numero dei posti messi a concorso | Dopo l’ultimo vincitore |
| Assunzione | È un diritto, una volta verificati i requisiti | Solo in caso di scorrimento |
| Tempi | Di solito entro pochi mesi dall’approvazione della graduatoria | Incerti, fino alla scadenza della graduatoria |
Se un vincitore rinuncia o non supera i controlli, il suo posto può andare al primo idoneo. Lo stesso succede quando l’ente ottiene nuove autorizzazioni ad assumere per lo stesso profilo.
Il limite del 20% agli idonei
L’art. 35, comma 5-ter, del d.lgs. 165/2001 stabilisce che sono considerati idonei i candidati collocati dopo l’ultimo vincitore in numero non superiore al 20% dei posti messi a concorso. Esempio: in un concorso da 50 posti la graduatoria può contenere 50 vincitori e al massimo 10 idonei. Chi supera le prove ma si classifica oltre resta fuori dalla graduatoria utile.
Chi è escluso dal limite
Il limite non si applica:
- ai concorsi per personale sanitario e socio-sanitario, educativo e scolastico (compresi i servizi educativi gestiti direttamente dai comuni) e ai ricercatori;
- al personale in regime di diritto pubblico dell’art. 3 del d.lgs. 165/2001, come forze di polizia, forze armate, vigili del fuoco, magistrati e carriera diplomatica e prefettizia;
- ai concorsi di regioni, province, camere di commercio ed enti locali (e loro enti controllati) con non più di 20 posti;
- ai comuni con meno di 3.000 abitanti;
- alle assunzioni a tempo determinato.
La deroga per il 2024 e il 2025
L’art. 4, comma 9, del decreto-legge 25/2025 (convertito dalla legge 69/2025) ha sospeso il limite per le graduatorie approvate nel 2024 e nel 2025 e per i concorsi banditi nel 2025. Quindi in queste graduatorie gli idonei possono essere più del 20%. Fuori da questi casi il limite si applica: per esempio a un concorso bandito nel 2026, ma anche a uno bandito nel 2024 la cui graduatoria è approvata nel 2026. A ottobre 2026 non risultano proroghe.
Secondo quanto riportato da Ius & management, a luglio 2026 il TAR Lazio ha sollevato una questione di legittimità costituzionale proprio su questa deroga, perché fa dipendere il numero degli idonei dalla data di approvazione della graduatoria. La decisione spetta alla Corte costituzionale: fino ad allora la norma resta in vigore.
Come funziona lo scorrimento
Entro il termine di validità della graduatoria e nei limiti delle facoltà assunzionali già autorizzate, l’amministrazione può scorrere la graduatoria (art. 35, comma 5-ter). In pratica:
- L’ente ha un posto da coprire e l’autorizzazione ad assumere.
- Controlla se ha una graduatoria valida per un profilo uguale o sovrapponibile.
- Chiama gli idonei in ordine di graduatoria, a partire dal primo non ancora assunto.
La validità è di due anni dall’approvazione della graduatoria. Per gli enti locali vale la regola dell’art. 91 del TUEL, richiamata dallo stesso comma 5-ter: tre anni dalla pubblicazione. I dettagli su come si legge la graduatoria e da quando decorrono i termini sono nella guida sulla graduatoria del concorso.
Quando la usa un altro ente
Una graduatoria può essere utilizzata anche da un’altra amministrazione. Il comma 5-ter lo consente per ragioni organizzative, previo accordo tra gli enti, quando i profili sono sovrapponibili a quelli previsti nei piani di fabbisogno di chi assume. Prima l’ente deve fare le verifiche sul personale in disponibilità previste dalla legge.
Per te significa che la stessa graduatoria può portarti in un ente diverso da quello che ha bandito il concorso, anche in un’altra città. Molti comuni pubblicano avvisi rivolti agli idonei di graduatorie di altri enti: in quei casi sei tu a presentarti, indicando concorso, ente e posizione.
Quanto si aspetta
Nessuna norma fissa un tempo. Le variabili che contano sono:
- quanti vincitori rinunciano (nei concorsi nazionali con molte sedi le rinunce possono essere tante);
- i piani dei fabbisogni dell’ente per i due o tre anni successivi;
- la tua posizione: con un limite al 20% gli idonei sono pochi e chi è in testa ha buone probabilità, ma non certezze;
- la scadenza: quando la graduatoria scade, la posizione da idoneo non vale più per lo scorrimento.
Cosa fare nel frattempo
- Controlla la graduatoria pubblicata sul portale inPA e sul sito dell’ente, e verifica punteggio e titoli di preferenza.
- Tieni aggiornati i recapiti: PEC, email e telefono indicati nella domanda. Le chiamate hanno termini brevi per rispondere.
- Segui i piani assunzionali dell’ente: annunciano spesso nuove assunzioni sullo stesso profilo.
- Cerca avvisi di utilizzo graduatorie di altri enti e rispondi quando il tuo profilo corrisponde.
- Continua a fare concorsi: essere idoneo non impedisce di partecipare ad altri bandi. Tieni d’occhio i concorsi in arrivo.
- Prepara i documenti che servono per l’assunzione, così sei pronto se arriva la chiamata. Cosa succede dopo la chiamata è spiegato nella guida sulla presa di servizio.
Prima di accettare una chiamata, controlla nel bando i vincoli di permanenza: per i vincitori la legge prevede almeno cinque anni nella sede di prima destinazione (art. 35, comma 5-bis). Valuta bene la sede, perché cambiarla subito dopo è difficile.