Dopo la graduatoria l’amministrazione ti chiama, ti fa scegliere la sede se ce n’è più di una, controlla i requisiti e ti fa firmare il contratto individuale di lavoro. Dal primo giorno di servizio parte il periodo di prova, che dura da 2 a 6 mesi a seconda del comparto e dell’area. Superata la prova sei confermato, ma devi restare almeno cinque anni nella prima sede.
La chiamata
La convocazione arriva di solito per PEC o email, agli indirizzi che hai indicato nella domanda. Contiene:
- il termine entro cui accettare o rinunciare (spesso pochi giorni);
- l’elenco dei documenti da presentare;
- la data e il luogo della firma del contratto e della presa di servizio.
Se sei idoneo e non vincitore, la chiamata arriva solo con lo scorrimento: come funziona lo spiega la guida su idonei e scorrimento delle graduatorie.
La scelta della sede
Nei concorsi con posti in più sedi (per esempio i concorsi nazionali per ministeri e agenzie) la scelta avviene di solito in ordine di graduatoria: chi è più in alto sceglie per primo tra le sedi ancora libere. Le regole precise, compresi eventuali posti riservati per regione o le precedenze previste dalla legge, sono nel bando. Scegli con attenzione: per cinque anni sarà molto difficile cambiare.
I documenti da preparare
L’elenco esatto lo dà l’ente, ma di solito ti servono:
- documento di identità valido e codice fiscale;
- dichiarazioni sostitutive sui requisiti (cittadinanza, godimento dei diritti politici, assenza di condanne penali che impediscono l’impiego, titolo di studio);
- dichiarazione di non avere altri rapporti di lavoro incompatibili, o l’impegno a cessarli;
- coordinate bancarie (IBAN) per lo stipendio e dati per le detrazioni fiscali;
- eventuali certificati richiesti dal bando, come l’idoneità fisica alla mansione per alcuni profili.
L’amministrazione verifica le dichiarazioni. Se un requisito manca o una dichiarazione non è vera, perdi il diritto all’assunzione.
La firma del contratto
Il rapporto di lavoro nasce con il contratto individuale, che firmi prima di iniziare. Controlla che riporti correttamente:
- area e profilo professionale;
- sede di assegnazione;
- data di inizio e tipo di rapporto (tempo pieno o parziale, indeterminato o determinato);
- durata del periodo di prova;
- trattamento economico iniziale.
Sullo stipendio di partenza, voce per voce, trovi i dettagli nella guida su quanto guadagna un dipendente pubblico.
Il periodo di prova
La durata è fissata dai contratti collettivi nazionali.
| Comparto | Aree | Durata |
|---|---|---|
| Funzioni centrali (ministeri, agenzie fiscali, INPS, INAIL e altri enti pubblici) | Operatori | 2 mesi |
| Assistenti e funzionari | 4 mesi | |
| Elevate professionalità | 6 mesi | |
| Funzioni locali (comuni, province, regioni, camere di commercio) | Operatori e operatori esperti | 2 mesi |
| Istruttori e funzionari | 6 mesi |
Fonti: art. 12 del CCNL funzioni centrali 2022-2024 e art. 25 del CCNL funzioni locali del 16 novembre 2022. Per sanità, scuola e altri comparti valgono i rispettivi contratti.
Le regole che contano (funzioni centrali)
Il CCNL funzioni centrali 2022-2024 prevede che:
- si conta solo il servizio effettivamente prestato: malattia e altre assenze previste sospendono la prova;
- in caso di malattia il posto è conservato per un massimo di sei mesi, poi il rapporto può essere risolto;
- passata la metà del periodo, ciascuna parte può recedere in qualsiasi momento senza preavviso; il recesso dell’amministrazione deve essere motivato;
- se il periodo finisce senza recesso sei confermato in servizio e l’anzianità parte dal primo giorno;
- la prova non può essere rinnovata o prorogata;
- puoi essere esonerato, con il tuo consenso, se hai già superato la prova nello stesso profilo in un’altra amministrazione.
Le funzioni locali hanno regole molto simili, compreso il recesso dopo la metà del periodo (art. 25 del CCNL 2022).
Se sei già dipendente pubblico
Nelle funzioni centrali, il dipendente a tempo indeterminato che vince un concorso ha diritto, durante il periodo di prova, alla conservazione del posto senza retribuzione nell’amministrazione di provenienza. Se non supera la prova o una delle parti recede, può chiedere di rientrare nella sua area e famiglia professionale. Questa tutela non vale se non hai ancora superato la prova nell’ente di provenienza.
Il vincolo dei cinque anni
L’art. 35, comma 5-bis, del d.lgs. 165/2001 stabilisce che i vincitori dei concorsi devono restare nella sede di prima destinazione per almeno cinque anni (tre anni per i direttori dei servizi generali e amministrativi delle scuole). È una norma che i contratti collettivi non possono derogare.
Inoltre, per la mobilità volontaria verso un altro ente serve l’assenso della tua amministrazione se sei stato assunto da meno di tre anni (art. 30, comma 1). Per tutte le regole sui trasferimenti leggi la guida sulla mobilità tra enti pubblici.
Rinuncia e dimissioni
- Rinuncia prima della firma: rispondi alla convocazione per iscritto, entro il termine. Di solito comporta la perdita del posto per quel concorso, ma le conseguenze sulla graduatoria dipendono dal bando.
- Dimissioni durante la prova: passata la metà del periodo puoi recedere senza preavviso. La retribuzione ti è pagata fino all’ultimo giorno di servizio, compresi i ratei di tredicesima maturati.
- Dimissioni dopo la prova: devi rispettare i termini di preavviso previsti dal contratto collettivo del tuo comparto. Controllali prima di accettare un nuovo lavoro, per concordare la data di uscita.
Se hai dubbi su una clausola del contratto individuale, chiedi chiarimenti all’ufficio del personale prima di firmare: dopo la firma correggere è più complicato.