La mobilità volontaria ti permette di passare da un’amministrazione pubblica a un’altra senza fare un nuovo concorso: rispondi a un avviso, l’ente valuta curriculum e colloquio e, se vieni scelto, passi nei suoi ruoli. Oggi il nulla osta non serve più in generale: l’assenso dell’ente di provenienza è richiesto solo in alcuni casi, per esempio se sei stato assunto da meno di tre anni.
Come funziona la mobilità volontaria
La regola sta nell’art. 30 del d.lgs. 165/2001. Le amministrazioni possono coprire i posti vacanti con il passaggio diretto di dipendenti di altre amministrazioni che hanno una qualifica corrispondente e che fanno domanda.
I passaggi sono questi:
- L’ente pubblica un avviso sul proprio sito per almeno 30 giorni e sul portale inPA, indicando posti, area, profilo, requisiti e competenze richieste.
- Presenti la domanda con il curriculum, di solito tramite inPA.
- L’ente valuta i candidati: quasi sempre curriculum e colloquio, a volte anche una prova pratica.
- Se vieni scelto, l’ente di destinazione concorda la data del passaggio con il tuo ente.
- Passi nei ruoli del nuovo ente senza interruzione del rapporto di lavoro: è un passaggio diretto, non una nuova assunzione.
Il nulla osta: quando serve ancora
Il comma 1 dell’art. 30 prevede l’assenso preventivo dell’amministrazione di appartenenza solo in tre casi:
- la tua posizione è stata dichiarata motivatamente infungibile dall’ente;
- sei stato assunto da meno di tre anni;
- la tua uscita provocherebbe una carenza di organico superiore al 20% nella tua qualifica.
Fuori da questi casi l’ente non può bloccarti, ma può rinviare il passaggio fino a 60 giorni dalla richiesta, per motivate esigenze organizzative.
Attenzione a due eccezioni: per chi lavora nelle aziende ed enti del servizio sanitario nazionale e negli enti locali con non più di 100 dipendenti a tempo indeterminato l’assenso serve sempre. Per il personale della scuola valgono regole proprie.
Chi può partecipare
Di solito gli avvisi chiedono:
- essere dipendente a tempo indeterminato di una pubblica amministrazione;
- essere inquadrato in un’area e profilo corrispondenti al posto da coprire;
- avere superato il periodo di prova;
- non avere procedimenti disciplinari in corso o sanzioni recenti (le condizioni precise le fissa ogni avviso).
C’è poi il vincolo dei concorsi: i vincitori devono restare almeno cinque anni nella sede di prima destinazione (art. 35, comma 5-bis). Se sei appena entrato, la strada della mobilità si apre più avanti. Su questo vedi anche la guida sulla presa di servizio e il periodo di prova.
Le novità recenti
- Portale inPA: dal 1° luglio 2022 ogni avviso di mobilità va pubblicato in una sezione apposita del portale unico del reclutamento (art. 30, comma 1-quater). Il curriculum che compili su inPA è quello che gli enti vedono.
- Quota minima per la mobilità: il decreto-legge 25/2025 ha riscritto il comma 2-bis. Dal 2026 le amministrazioni che prevedono almeno 10 assunzioni nell’anno devono destinare alla mobilità almeno il 15% delle facoltà assunzionali, con alcune esclusioni. Hanno la precedenza i dipendenti già in comando presso l’ente, della stessa area, che chiedono di essere trasferiti.
Compartimentale o intercompartimentale
| Tipo | Esempio | Cosa cambia |
|---|---|---|
| Compartimentale | Da un comune a un altro comune, da un ministero a un’agenzia | Stesso contratto: area e profilo si confrontano facilmente |
| Intercompartimentale | Da un comune a un ministero, da un’azienda sanitaria a una regione | Contratti diversi: serve la corrispondenza tra i livelli |
Per la mobilità tra comparti diversi l’art. 29-bis del d.lgs. 165/2001 prevede una tabella di equiparazione tra i livelli di inquadramento dei diversi contratti, adottata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Nella pratica, l’avviso indica l’area e il profilo richiesti e l’ente verifica che il tuo inquadramento corrisponda. Se hai dubbi, chiedi all’ufficio personale dell’ente che ha pubblicato l’avviso prima di fare domanda.
Lo stipendio dopo il passaggio
Una volta iscritto nei ruoli del nuovo ente, ti si applica esclusivamente il trattamento giuridico ed economico, compreso l’accessorio, del contratto del comparto di destinazione (art. 30, comma 2-quinquies). Passare a un comparto con indennità più alte può far salire lo stipendio, ma vale anche il contrario. Per confrontare le cifre guarda la guida su quanto guadagna un dipendente pubblico.
Mobilità d’ufficio e altre forme
L’art. 30, comma 2, prevede anche i trasferimenti disposti dall’amministrazione, all’interno dello stesso ente o, con un accordo, verso un altro ente, in sedi nello stesso comune o entro 50 chilometri. Sono cose diverse dalla mobilità volontaria. Esistono anche il comando e il distacco, temporanei, in cui resti dipendente del tuo ente ma lavori in un altro.
Come cercare gli avvisi
- Consulta la sezione mobilità del portale inPA, filtrando per regione ed ente.
- Controlla i siti istituzionali, sezione Amministrazione trasparente, Bandi di concorso.
- Usa la nostra pagina dei concorsi di mobilità, che raccoglie gli avvisi aperti con la scadenza.
Consigli pratici
- Aggiorna il curriculum su inPA con incarichi, procedimenti seguiti, software usati e formazione. È spesso il primo filtro.
- Leggi bene il profilo richiesto: un avviso per istruttore contabile non è adatto a chi ha sempre lavorato all’anagrafe, anche se l’area è la stessa.
- Prepara il colloquio come un’intervista di lavoro: spiega cosa sai fare e perché vuoi passare a quell’ente.
- Parla con il tuo ente se rientri nei casi in cui serve l’assenso: chiederlo prima evita brutte sorprese a selezione chiusa.
- Valuta lo stipendio netto e il salario accessorio del nuovo ente, non solo la vicinanza a casa.
- Non fermarti a un solo avviso: le procedure hanno pochi posti e molti candidati.