Un concorso pubblico parte quando un’amministrazione decide, nel suo piano dei fabbisogni, di assumere. Poi pubblica il bando (oggi sul portale inPA), raccoglie le domande per un periodo da 10 a 30 giorni, svolge le prove, approva la graduatoria e assume i vincitori. Le regole generali stanno nell’articolo 35 del decreto legislativo 165/2001 e nel DPR 487/1994, riscritto dal DPR 82/2023, in vigore dal 14 luglio 2023. Ogni concorso poi ha le sue regole precise nel bando.
Le fasi, in ordine
1. Programmazione
Ogni amministrazione approva un piano triennale dei fabbisogni di personale: quante persone servono, con quali profili, con quali risorse. Con il decreto-legge 80/2021 il piano è confluito nel PIAO, il Piano integrato di attività e organizzazione. Quando un concorso viene annunciato in un piano o in un comunicato ma il bando non c’è ancora, lo trovi tra i concorsi in arrivo.
2. Verifiche prima del bando
Prima di bandire, l’ente controlla i limiti di spesa e verifica se ci sono dipendenti pubblici in disponibilità da ricollocare (articolo 34-bis del decreto legislativo 165/2001). Può anche decidere di coprire il posto con una mobilità da un altro ente.
3. Pubblicazione del bando
Il bando contiene almeno: posti, profili e sedi, requisiti, termine per la domanda, tipo di prove e punteggi, riserve, titoli di preferenza e misure per i candidati con disturbi specifici dell’apprendimento. Viene pubblicato sul portale inPA e sul sito dell’ente.
4. Domande
Il termine va da 10 a 30 giorni dalla pubblicazione. Si partecipa con identità digitale (SPID, CIE o CNS) e indicando una PEC o un domicilio digitale. La procedura passo per passo è nella guida su come fare domanda su inPA.
5. Prove
Possono esserci una preselettiva, una o più prove scritte e una prova orale. Date e luoghi vengono pubblicati sul portale almeno quindici giorni prima. Una commissione nominata dall’ente valuta le prove e, se previsti, i titoli.
6. Graduatoria
La graduatoria somma i punteggi e, a parità, applica i titoli di preferenza. Viene approvata dall’ente e pubblicata. Chi supera le prove ma non rientra nei posti è idoneo: può essere chiamato se la graduatoria scorre, finché resta valida. Durata e utilizzo sono spiegati nella guida sulla validità delle graduatorie.
7. Assunzione
I vincitori firmano il contratto, dopo la verifica dei requisiti dichiarati, e iniziano con un periodo di prova.
Chi bandisce i concorsi
| Chi | Esempi | Come si riconosce |
|---|---|---|
| Amministrazioni centrali | Ministeri, agenzie fiscali, INPS, enti nazionali | Spesso concorsi unici gestiti dalla Commissione RIPAM per più enti insieme |
| Enti territoriali | Comuni, regioni, province, unioni di comuni | Bandi con pochi posti, uno per ente |
| Sanità | Aziende sanitarie e ospedaliere | Bandi per profili sanitari e amministrativi |
| Forze armate e di polizia, vigili del fuoco | Polizia di Stato, Carabinieri, Esercito, Corpo nazionale dei vigili del fuoco | Bandi nazionali con prove fisiche e limiti di età |
| Scuola e università | Ministero dell’istruzione e del merito, atenei | Concorsi per docenti e personale tecnico-amministrativo |
Un esempio di concorso unico: il concorso RIPAM a 3.997 posti per diplomati, con domande entro il 27 gennaio 2026, metteva insieme assistenti amministrativi, economici, informatici e tecnici per ministeri, agenzie ed enti nazionali.
I tipi di procedura
- Concorso per esami: contano solo le prove. È il caso più frequente.
- Concorso per titoli ed esami: alle prove si sommano i punti dei titoli (lauree, servizio, abilitazioni). Il concorso 2026 a 400 vigili del fuoco era di questo tipo.
- Corso-concorso: prima una selezione, poi un periodo di formazione e un esame finale. È tipico della dirigenza, con i corsi-concorso della Scuola nazionale dell’amministrazione.
- Mobilità: non è un concorso, ma il passaggio diretto di un dipendente già di ruolo da un ente a un altro, previsto dall’articolo 30 del decreto legislativo 165/2001. I bandi aperti sono nella pagina concorsi di mobilità.
Il DPR 487/1994 consente anche sistemi automatizzati per la preselezione e selezioni decentrate per circoscrizioni territoriali.
Quanto dura un concorso
Non esiste, a quanto ci risulta, una statistica ufficiale aggiornata sulla durata media di tutti i concorsi pubblici. Ci sono però tempi fissati dalla legge:
| Passaggio | Tempo previsto |
|---|---|
| Presentazione delle domande | da 10 a 30 giorni dalla pubblicazione |
| Avviso di date e luoghi delle prove | almeno 15 giorni prima |
| Conclusione della procedura | di norma entro 180 giorni dalla fine delle prove scritte |
Un esempio reale: il bando a 400 vigili del fuoco è del 2 luglio 2026, il diario della preselettiva è uscito il 28 settembre e la preselettiva è fissata per il 14 e 15 ottobre 2026. Dopo verranno prove motorio-attitudinali, valutazione dei titoli, visite e graduatoria. I concorsi con molti candidati e più fasi durano di più di quelli di un piccolo comune con una sola prova scritta e un orale.
Cosa ha cambiato il DPR 82/2023
Il regolamento del 2023 ha riscritto gran parte del DPR 487/1994. Le novità che ti toccano da candidato:
- domanda solo digitale: registrazione sul portale inPA con SPID, CIE o CNS e curriculum con valore di dichiarazione sostitutiva;
- PEC o domicilio digitale intestato al candidato per le comunicazioni;
- termine per la domanda fissato tra 10 e 30 giorni;
- titoli di preferenza riscritti: 14 voci, tra cui l’appartenenza al genere meno rappresentato quando la differenza tra i generi nell’ente supera il 30%, e come ultimo criterio la minore età;
- misure obbligatorie per i candidati con DSA: strumenti compensativi o colloquio orale al posto dello scritto;
- tempi: conclusione di norma entro 180 giorni dalle prove scritte;
- riserve di posti complessivamente entro la metà dei posti.
La digitalizzazione in pratica
Oggi quasi tutto passa dallo schermo: domanda, pagamento con pagoPA, convocazioni nell’area personale, prove su tablet con correzione automatizzata. Qualche amministrazione usa ancora una piattaforma propria per le domande: segui sempre le istruzioni del bando.