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Come studiare per un concorso pubblico, anche se lavori

Dal bando alle materie, codici aggiornati, quiz, ripasso dilazionato e simulazioni. Un piano settimanale realistico anche per chi lavora a tempo pieno.

A cura della Redazione Concorso Vinto Aggiornato il 4 ottobre 2026

Per studiare bene per un concorso pubblico parti dal bando, trasforma l’elenco delle materie in un calendario settimanale e alterna tre attività: studio sul manuale, ripasso a intervalli e quiz o simulazioni a tempo. Se lavori, 8-12 ore a settimana ben distribuite valgono più di una maratona nel weekend.

Parti dal bando, non dal manuale

Il bando è il tuo programma d’esame. Prima di comprare qualsiasi libro leggi con attenzione quattro punti:

  • Le prove: per i concorsi del personale non dirigenziale la legge prevede almeno una prova scritta (anche teorico-pratica) e una prova orale, che comprende l’accertamento della conoscenza di almeno una lingua straniera (art. 35-quater del d.lgs. 165/2001). Prima può esserci una preselezione.
  • Le materie: copiale in un foglio, una per riga. Accanto scrivi quanto le conosci già (da 0 a 3).
  • La forma della prova: quiz a risposta multipla, domande aperte, caso pratico. Cambia il modo di studiare.
  • Le date: spesso il calendario esce dopo, ma la scadenza della domanda ti dice più o meno quanto tempo hai.

Se ti serve aiuto a decifrare il testo, leggi la guida su come leggere un bando di concorso. E ricorda che fa sempre fede il bando ufficiale, anche quando un manuale dice altro.

Manuali, codici e fonti aggiornate

Un buon manuale per concorsi ti fa risparmiare tempo perché seleziona gli argomenti. Però le regole del lavoro pubblico cambiano spesso: il regolamento sui concorsi (DPR 487/1994) è stato riscritto in larga parte dal DPR 82/2023, e il d.lgs. 165/2001 viene modificato più volte l’anno. Per questo:

  1. Controlla l’anno di edizione: per le materie giuridiche evita libri che hanno più di due anni.
  2. Affianca al manuale il testo vigente delle leggi su Normattiva. Leggere l’articolo originale, almeno per le norme più chieste (procedimento amministrativo, accesso agli atti, lavoro pubblico), ti protegge dalle domande a trabocchetto.
  3. Per le materie tecniche (contabilità, edilizia, informatica) usa il programma del bando come indice e non andare oltre.

Un piano settimanale realistico

Questo è un esempio per chi lavora a tempo pieno e ha circa 12 settimane prima della prova scritta. Adattalo alle tue materie.

Giorno Tempo Cosa fai
Lunedì 1h 30’ Studio nuovo: materia principale
Martedì 1h 30’ Studio nuovo: seconda materia
Mercoledì 1h Ripasso di quanto studiato lunedì e martedì, poi 30 quiz
Giovedì 1h 30’ Studio nuovo: materia principale
Venerdì 1h Ripasso e schema riassuntivo
Sabato 3h Simulazione a tempo o blocco di quiz misti, correzione degli errori
Domenica Riposo Al massimo 20 minuti di ripasso leggero

In totale sono circa 9 ore e mezza. Nelle ultime 3 settimane riduci lo studio nuovo e aumenta simulazioni e ripasso.

Come dividere le materie

  • Assegna più settimane alle materie con peso maggiore nel bando e a quelle dove parti da 0.
  • Non studiare più di due materie nuove nella stessa settimana: la memoria si confonde.
  • Lascia inglese e informatica come attività brevi e fisse, 15 minuti un paio di volte a settimana. Per legge vanno accertate nei concorsi (art. 37 del d.lgs. 165/2001), quindi non sono materie da recuperare all’ultimo.

Quiz e banche dati

Quando il bando prevede una preselezione o uno scritto a risposta multipla, i quiz diventano parte dello studio, non un extra. Alcune amministrazioni pubblicano in anticipo la banca dati da cui estrarranno le domande: in quel caso va studiata tutta. Trovi cosa sapere nelle guide sulla banca dati dei quiz e sulla prova preselettiva.

Consigli pratici:

  • Fai i quiz dopo aver studiato l’argomento, non al posto dello studio.
  • Tieni un quaderno degli errori: ogni domanda sbagliata va annotata con la risposta giusta e il riferimento di legge.
  • Se nella prova ci sono penalità per le risposte errate, allenati anche a lasciare in bianco quando non sei sicuro.

Ripetizione dilazionata: ripassa prima di dimenticare

Il ripasso funziona meglio se è distribuito nel tempo. Uno schema semplice:

  1. Ripasso breve il giorno dopo lo studio.
  2. Secondo ripasso dopo 3-4 giorni.
  3. Terzo ripasso dopo 2 settimane.
  4. Quarto ripasso nell’ultimo mese.

Per farlo senza perdere il filo usa schede (cartacee o in un’app di flashcard) con una domanda su un lato e la risposta sull’altro: termini, scadenze, competenze degli organi. Ogni scheda che sbagli torna nel giro più breve.

Simulazioni a tempo

Almeno una volta a settimana, dal secondo mese, rifai la prova come sarà il giorno dell’esame:

  • stesso numero di domande e stesso tempo indicato nel bando;
  • niente telefono, niente pause;
  • correzione subito dopo, con il quaderno degli errori.

Per le prove scritte a risposta aperta, scrivi davvero: due o tre risposte da 20 righe a settimana. La difficoltà vera è organizzare il discorso in poco tempo, e si allena solo scrivendo. Quando arrivi all’orale, la guida sulla prova orale spiega come cambia la preparazione.

Se lavori: come trovare il tempo

  • Blocchi fissi: scegli sempre le stesse fasce orarie. È più facile rispettare un appuntamento che “trovare un’ora”.
  • Tempi morti: treno, pausa pranzo e attese vanno bene per schede e quiz, non per lo studio nuovo.
  • Ferie mirate: se puoi, tieni qualche giorno di ferie per la settimana prima della prova.
  • Un concorso alla volta: partecipare a molti concorsi con materie diverse disperde lo studio. Meglio scegliere quelli con programmi simili.

Gli errori più comuni

  1. Studiare senza aver letto il bando e scoprire tardi che una materia pesa poco o tanto.
  2. Usare un manuale vecchio con regole non più in vigore.
  3. Fare solo quiz e arrivare allo scritto o all’orale senza saper spiegare un concetto.
  4. Non ripassare: dopo un mese senza ripasso si ricorda poco di quello che si è letto una volta.
  5. Rimandare le simulazioni all’ultima settimana, quando non c’è più tempo per correggere il metodo.
  6. Trascurare inglese e informatica, che sono richiesti per legge e spesso fanno perdere punti all’orale.

Quando hai il metodo, scegli il prossimo obiettivo tra i concorsi in scadenza e costruisci il calendario a partire dalla data della prova.

Domande frequenti

Quante ore al giorno bisogna studiare per un concorso pubblico?
Non esiste un numero valido per tutti. Chi lavora a tempo pieno di solito riesce a tenere un ritmo di 8-12 ore a settimana, distribuite su 5 o 6 giorni. Conta più la costanza che il singolo giorno lungo, perché il ripasso frequente fa ricordare di più.
Meglio studiare sui manuali o fare solo quiz?
Servono entrambi. Il manuale ti dà il quadro e ti prepara alle prove scritte e all'orale, i quiz allenano velocità e precisione per la preselezione. Studiare solo sui quiz funziona poco quando la prova è a risposta aperta o il colloquio entra nel merito.
Quanto tempo prima del concorso bisogna iniziare a studiare?
Dipende dal numero di materie e da quanto le conosci già. Per un concorso da funzionario con 6-8 materie molte persone partono 3-4 mesi prima della prova, per profili da diplomato ne bastano spesso 2-3. Se il bando non è ancora uscito puoi iniziare dalle materie che ricorrono sempre, come diritto amministrativo e pubblico impiego.
Cosa studiare se il bando non è ancora uscito?
Guarda il bando dell'edizione precedente dello stesso ente o di concorsi simili. Diritto amministrativo, procedimento amministrativo, lavoro pubblico, anticorruzione e trasparenza compaiono quasi sempre, insieme a inglese e informatica, che per legge vanno accertati.

Fonti

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