Per studiare bene per un concorso pubblico parti dal bando, trasforma l’elenco delle materie in un calendario settimanale e alterna tre attività: studio sul manuale, ripasso a intervalli e quiz o simulazioni a tempo. Se lavori, 8-12 ore a settimana ben distribuite valgono più di una maratona nel weekend.
Parti dal bando, non dal manuale
Il bando è il tuo programma d’esame. Prima di comprare qualsiasi libro leggi con attenzione quattro punti:
- Le prove: per i concorsi del personale non dirigenziale la legge prevede almeno una prova scritta (anche teorico-pratica) e una prova orale, che comprende l’accertamento della conoscenza di almeno una lingua straniera (art. 35-quater del d.lgs. 165/2001). Prima può esserci una preselezione.
- Le materie: copiale in un foglio, una per riga. Accanto scrivi quanto le conosci già (da 0 a 3).
- La forma della prova: quiz a risposta multipla, domande aperte, caso pratico. Cambia il modo di studiare.
- Le date: spesso il calendario esce dopo, ma la scadenza della domanda ti dice più o meno quanto tempo hai.
Se ti serve aiuto a decifrare il testo, leggi la guida su come leggere un bando di concorso. E ricorda che fa sempre fede il bando ufficiale, anche quando un manuale dice altro.
Manuali, codici e fonti aggiornate
Un buon manuale per concorsi ti fa risparmiare tempo perché seleziona gli argomenti. Però le regole del lavoro pubblico cambiano spesso: il regolamento sui concorsi (DPR 487/1994) è stato riscritto in larga parte dal DPR 82/2023, e il d.lgs. 165/2001 viene modificato più volte l’anno. Per questo:
- Controlla l’anno di edizione: per le materie giuridiche evita libri che hanno più di due anni.
- Affianca al manuale il testo vigente delle leggi su Normattiva. Leggere l’articolo originale, almeno per le norme più chieste (procedimento amministrativo, accesso agli atti, lavoro pubblico), ti protegge dalle domande a trabocchetto.
- Per le materie tecniche (contabilità, edilizia, informatica) usa il programma del bando come indice e non andare oltre.
Un piano settimanale realistico
Questo è un esempio per chi lavora a tempo pieno e ha circa 12 settimane prima della prova scritta. Adattalo alle tue materie.
| Giorno | Tempo | Cosa fai |
|---|---|---|
| Lunedì | 1h 30’ | Studio nuovo: materia principale |
| Martedì | 1h 30’ | Studio nuovo: seconda materia |
| Mercoledì | 1h | Ripasso di quanto studiato lunedì e martedì, poi 30 quiz |
| Giovedì | 1h 30’ | Studio nuovo: materia principale |
| Venerdì | 1h | Ripasso e schema riassuntivo |
| Sabato | 3h | Simulazione a tempo o blocco di quiz misti, correzione degli errori |
| Domenica | Riposo | Al massimo 20 minuti di ripasso leggero |
In totale sono circa 9 ore e mezza. Nelle ultime 3 settimane riduci lo studio nuovo e aumenta simulazioni e ripasso.
Come dividere le materie
- Assegna più settimane alle materie con peso maggiore nel bando e a quelle dove parti da 0.
- Non studiare più di due materie nuove nella stessa settimana: la memoria si confonde.
- Lascia inglese e informatica come attività brevi e fisse, 15 minuti un paio di volte a settimana. Per legge vanno accertate nei concorsi (art. 37 del d.lgs. 165/2001), quindi non sono materie da recuperare all’ultimo.
Quiz e banche dati
Quando il bando prevede una preselezione o uno scritto a risposta multipla, i quiz diventano parte dello studio, non un extra. Alcune amministrazioni pubblicano in anticipo la banca dati da cui estrarranno le domande: in quel caso va studiata tutta. Trovi cosa sapere nelle guide sulla banca dati dei quiz e sulla prova preselettiva.
Consigli pratici:
- Fai i quiz dopo aver studiato l’argomento, non al posto dello studio.
- Tieni un quaderno degli errori: ogni domanda sbagliata va annotata con la risposta giusta e il riferimento di legge.
- Se nella prova ci sono penalità per le risposte errate, allenati anche a lasciare in bianco quando non sei sicuro.
Ripetizione dilazionata: ripassa prima di dimenticare
Il ripasso funziona meglio se è distribuito nel tempo. Uno schema semplice:
- Ripasso breve il giorno dopo lo studio.
- Secondo ripasso dopo 3-4 giorni.
- Terzo ripasso dopo 2 settimane.
- Quarto ripasso nell’ultimo mese.
Per farlo senza perdere il filo usa schede (cartacee o in un’app di flashcard) con una domanda su un lato e la risposta sull’altro: termini, scadenze, competenze degli organi. Ogni scheda che sbagli torna nel giro più breve.
Simulazioni a tempo
Almeno una volta a settimana, dal secondo mese, rifai la prova come sarà il giorno dell’esame:
- stesso numero di domande e stesso tempo indicato nel bando;
- niente telefono, niente pause;
- correzione subito dopo, con il quaderno degli errori.
Per le prove scritte a risposta aperta, scrivi davvero: due o tre risposte da 20 righe a settimana. La difficoltà vera è organizzare il discorso in poco tempo, e si allena solo scrivendo. Quando arrivi all’orale, la guida sulla prova orale spiega come cambia la preparazione.
Se lavori: come trovare il tempo
- Blocchi fissi: scegli sempre le stesse fasce orarie. È più facile rispettare un appuntamento che “trovare un’ora”.
- Tempi morti: treno, pausa pranzo e attese vanno bene per schede e quiz, non per lo studio nuovo.
- Ferie mirate: se puoi, tieni qualche giorno di ferie per la settimana prima della prova.
- Un concorso alla volta: partecipare a molti concorsi con materie diverse disperde lo studio. Meglio scegliere quelli con programmi simili.
Gli errori più comuni
- Studiare senza aver letto il bando e scoprire tardi che una materia pesa poco o tanto.
- Usare un manuale vecchio con regole non più in vigore.
- Fare solo quiz e arrivare allo scritto o all’orale senza saper spiegare un concetto.
- Non ripassare: dopo un mese senza ripasso si ricorda poco di quello che si è letto una volta.
- Rimandare le simulazioni all’ultima settimana, quando non c’è più tempo per correggere il metodo.
- Trascurare inglese e informatica, che sono richiesti per legge e spesso fanno perdere punti all’orale.
Quando hai il metodo, scegli il prossimo obiettivo tra i concorsi in scadenza e costruisci il calendario a partire dalla data della prova.