La banca dati è l’elenco dei quesiti da cui l’ente estrarrà le domande di una prova a quiz. Nessuna norma generale obbliga a pubblicarla: lo decide l’amministrazione, e il bando o un avviso dicono se e quando. Se è pubblicata, studi su un insieme chiuso di domande, con ripetizione e simulazioni. Se non lo è, studi le materie e ti alleni su quiz simili per tempo e formato. In entrambi i casi vale solo quella pubblicata sui canali ufficiali dell’ente.
Quando viene pubblicata e quando no
Il DPR 487/1994, riformato nel 2023, consente le preselezioni con sistemi automatizzati ma non dice nulla sulla pubblicazione dei quesiti. Quindi ogni concorso fa storia a sé. Due esempi del 2026:
| Concorso | Banca dati | Cosa dicono i documenti ufficiali |
|---|---|---|
| 3.081 allievi carabinieri | Sì, sotto forma di simulatore | Simulatore attivo dal 12 marzo al 19 aprile 2026, da cui estrarre i quesiti della prova scritta di selezione |
| 400 vigili del fuoco | Non prevista dal bando | Il bando prevede quiz a risposta multipla sulle materie indicate e annunciava per il 15 settembre 2026 una comunicazione sulle modalità della prova |
Da dove arriva l’annuncio: di solito da un avviso sulla pagina del concorso, sul sito dell’ente o nelle comunicazioni su inPA. Il bando a volte lo anticipa, a volte no.
Se la banca dati c’è: studiare un insieme chiuso
Qui l’obiettivo è riconoscere ogni domanda e la sua risposta corretta. Il metodo:
- Scarica il file ufficiale e annota data e versione. Se l’ente pubblica correzioni, lavora sempre sull’ultima versione.
- Fai un primo giro veloce di tutte le domande, materia per materia, senza memorizzare: serve a capire quanto è grande il lavoro.
- Dividi in blocchi giornalieri. Per esempio, 3.000 quesiti in 30 giorni sono 100 al giorno, più il ripasso dei giorni precedenti.
- Ripeti a intervalli crescenti. Rivedi un blocco il giorno dopo, poi dopo tre giorni, poi dopo una settimana. Le domande sbagliate tornano nel blocco del giorno seguente.
- Impara la risposta, non la posizione. Non memorizzare “è la B”: l’ordine delle opzioni può cambiare nella prova.
- Usa il simulatore ufficiale, se c’è, come prova generale.
Una banca dati pubblicata fa salire il livello: se tutti studiano le stesse domande, per entrare tra gli ammessi può servire un punteggio molto alto. Non basta “averla vista”: devi arrivare a non sbagliare.
Se la banca dati non c’è: studiare le materie
Senza banca dati non puoi prevedere le domande. Puoi prevedere il tipo di domande. Il metodo:
- parti dall’elenco delle materie del bando e trasformalo in un indice di studio;
- studia sulle fonti: per il diritto, leggi gli articoli delle norme citate, non solo i riassunti;
- usa i quiz come allenamento, non come materiale da imparare a memoria: servono a misurare cosa sai e ad abituarti al ritmo;
- per logica e attitudinali allenati con regolarità su tipologie diverse: è la parte in cui l’esercizio conta più dello studio.
Il metodo completo per organizzare mesi di studio è nella guida su come studiare per un concorso pubblico.
Le simulazioni
Una simulazione è utile solo se riproduce la prova vera. Prima di farne una, scrivi il formato della tua prova: per gli allievi carabinieri 2026, fino a 100 quesiti in 60 minuti, 1 punto per la risposta esatta e 0 per errata, omessa o doppia. Poi:
- usa lo stesso numero di quesiti e lo stesso tempo;
- applica le stesse regole di punteggio, comprese le eventuali penalità;
- fai la simulazione alla stessa ora della prova, se la conosci;
- dopo, dedica almeno lo stesso tempo all’analisi degli errori.
Come cambiano strategia e punteggi tra prove con e senza penalità lo spieghiamo nella guida alla prova preselettiva.
Errori da evitare
- Studiare una banca dati vecchia. Le domande di un’edizione precedente possono aiutare a capire lo stile, ma non sono quelle del tuo concorso.
- Iniziare tardi. Una banca dati grande si studia in settimane, non in giorni.
- Ripassare solo le domande facili. Il tempo va alle domande che sbagli.
- Ignorare le prove successive. Superata la preselettiva, servono le materie: non trascurarle del tutto mentre memorizzi i quiz.
- Usare i quiz commerciali per stimare il voto. Il simulatore ufficiale riproduce la prova; i quiz di libri e app no. Usali per allenare il ritmo, non per prevedere il punteggio che farai.
- Fidarsi delle risposte di terzi. Se un’app o un gruppo indica una soluzione diversa da quella del file ufficiale, vale il file ufficiale.
Come riconoscere una banca dati non ufficiale
Una banca dati è ufficiale se la pubblica l’amministrazione che bandisce il concorso. Controlla:
- Dove si trova. Sito istituzionale dell’ente, portale concorsi dell’ente o comunicazioni su inPA. Un link su un sito privato, un gruppo social o un’app non è una fonte.
- Se c’è un avviso. La pubblicazione arriva con un avviso datato, collegato a quel concorso preciso.
- Il concorso giusto. Stesso ente, stesso profilo, stessa edizione.
- Chi la vende. Una banca dati ufficiale non si paga. Se qualcuno vende “la banca dati ufficiale”, è al massimo una copia o una rielaborazione.
- Le promesse. Diffida di chi garantisce “le domande che usciranno” quando l’ente non ha pubblicato nulla.
Se la banca dati non c’è ancora, la cosa più utile è tenere d’occhio la pagina del concorso e intanto studiare le materie. Le prossime prove a quiz dei concorsi già annunciati sono tra i concorsi in arrivo.